Le invarianti strutturali dello statuto del PIT (18-20-21 settembre)

Periodo: dal 18/09/2017 al 21/09/2017

Durata: 20 ore

Sede di svolgimento:

Reform
Via Pascoli, 8
Pisa

Obiettivi del Corso

Il corso affronta la definizione metodologica e operativa delle quattro invarianti strutturali che stanno alla base della interpretazione e rappresentazione identitaria del patrimonio territoriale secondo le componenti individuate dalla L.R. 65/2014 e delle indicazioni normative riferite all’intero territorio regionale alle diverse scale.

 

Programma del Corso

1° Giorno

  • La struttura del piano in relazione al Codice di beni culturali: obiettivi generali, organizzazione, sistema normativo
  • Il livello regionale del Piano: quadro conoscitivo e invarianti strutturali
  • L’approccio identitario e statutario alla pianificazione
  • Le applicazioni del concetto di invarianti alla Pianificazione urbanistica
  • Le invarianti fra patrimonio e statuto del territorio
  • Differenze fra vincoli (tutela e conservazione) e regole (trasformazione, progetto)
  • Definizione di invarianti strutturali:
    - il territorio come sistema vivente ad alta complessità
    - regole genetiche e di trasformazione
    - ruolo normativo delle invarianti strutturali
  • Le quattro invarianti del piano paesaggistico
  • I contenuti statutari del PIT
  • Il ruolo specifico delle quattro invarianti nell’approccio strutturale al piano paesaggistico
  • L’identificazione delle Unità Cartografiche della I invariante
  • La concezione e l’identificazione di valori e criticità
  • Criticità specificamente paesaggistiche
  • Criticità legate alla conservazione delle risorse naturali
  • Esempi di specificazione, con applicazione del metodo a scale più grandi
  • Le raccomandazioni come suggerimenti per un progetto di territorio
  • Esemplificazioni della ricerca di regole di riproduzione

2° Giorno

  • Biodiversità ed ecosistemi in Toscana: valori, problematiche di conservazione, funzioni e servizi ecosistemici
  • La politica regionale in materia di tutela degli ecosistemi e della biodiversità: dal sistema delle Aree protette al Piano paesaggistico
  • La Rete ecologica regionale: aspetti metodologici
  • Una rete di reti: dagli ecosistemi forestali e agricoli a quelli fluviali e costieri (i morfotipi ecosistemici)
  • La rete ecologica alla scala regionale: aspetti pianificatori e progettuali
  • La rete ecologica alla scala locale: l'invariante ecosistemica negli ambiti di paesaggio
  • Illustrazione dei contenuti della II invariante per uno specifico ambito di paesaggio: dall'analisi dell’invariante alla interpretazione di sintesi (patrimonio, criticità, indirizzi per le politiche, disciplina d'uso)
  • L'invariante ecosistemica nella disciplina dei beni paesaggistici e degli ulteriori contesti
  • La valorizzazione della componente ecosistemica nella pianificazione urbanistica e di settore e nei processi di valutazione ambientale
  • Il valore patrimoniale del policentrismo: economico, funzionale, ambientale, paesaggistico
  • La complessità identitaria e paesaggistica dei sistemi insediativi della Toscana
  • I sistemi di paesaggio regionali
  • Gli approcci metodologici allo studio dei sistemi insediativi, urbani e ambientali:
    - L’approccio morfotipologico
    - L’approccio storico-strutturale
  • I morfotipi insediativi
  • Le figure territoriali componenti descrizione, valori, criticità obiettivi di qualità
  • I morfotipi infrastrutturali: esemplificazioni
  • Tipi edilizi e urbanistici: criteri di definizioni
  • Tessuti urbani e extraurbani: caratteri morfotipologici, valori, criticità obiettivi di qualità
  • I confini dell’urbanizzato metodologia di definizione: la carta del territorio urbanizzato

3° Giorno

  • Le "funzioni" del paesaggio rurale: produzioni agro-alimentari di qualità e di eccellenza, funzioni di connettività ecologica e di presidio dei suoli agroforestali, valenze estetico-percettive, testimoniali e storico-culturali, ruolo di spazio pubblico alla scala regionale
  • Obiettivi di qualità, politiche e misure per preservare la multifunzionalità del paesaggio rurale
  • La metodologia per lo studio dei paesaggi rurali toscani
  • Il paradigma di morfotipo rurale
    - aspetti strutturali
    - aspetti funzionali e gestionali
  • Esemplificazioni dall’abaco regionale
  • Rapporto tra la IV e le altre invarianti
  • Illustrazione di obiettivi di qualità, direttive e indirizzi per le politiche di settore inerenti il paesaggio rurale
  • Esercitazione
  • Precisazione delle dinamiche in atto relativi ai morfotipi presenti nell’ambito
  • Ipotesi di costruzione di un Progetto Integrato Territoriale